Dopo qualche giorno di riflessioni, si torna finalmente alle cose serie, che meritano la doverosa attenzione di noi tutti.
In particolare, oggi discuteremo del ritornello, parte essenziale in cui la potenza emotiva del brano di Gg si mostra in tutta la sua pienezza.
Questo il testo:
"Campioni nel cuore
di questa città
Quanti calci ad un pallone per sognare
Campioni nel cuore
che bello sarà
Sulla maglia un tricolore da cucire
Campioni nel cuore
si sentirà il tuo nome dagli ultra's"
Intanto, si nota subito l'enfasi sul termine chiave di tutta l'opera, "Campioni Nel Cuore", quasi a volerci ricordare l'importanza e l'atipicità di tale definizione (vedi parte 1). A ciascuna delle tre ripetizioni, viene associata un'immagine glorificante il ruolo del nostro amico protagonista, che viene giustamente tenuto con i piedi per terra dall'effetto stabilizzatore della borsa magica.
1) Il Campione è arrivato in una città indefinita, di cui già sogna di essere il Re indiscusso. Tra l'altro, l'adattamento alla vita nel nuovo appartamento dev'essere particolarmente problematico, in quanto il nostro amico non riesce più a sognare, al punto che deve mettersi a dare calci indefiniti ad un pallone. L'ipotesi alternativa è che scalciare casualmente una sfera possa servire a diventare giocatore di Serie A, a prescindere da tutto il resto. Ma scartiamo questa ipotesi tanto banalizzante.
2) "Che bello sarà" è una frase memorabile. Contiene in sé il pathos che solo i "pensierini" della prima elementare possono veicolare. Anzi, non facciamo un torto ai bambini di sei anni, e non consideriamoli più importanti di quanto non siano. Gigi è riuscito a condensare la giovinezza in una frase sola. Maestro.
Ed è maestro anche quando, con l'aiuto della solita borsa magica, colloca il protagonista nel solito futuro glorioso, nel quale lui stesso deve cucirsi lo scudetto sul petto. Perchè un vero campione non cessa mai di esserlo, nemmeno quando è campione d'Italia.
3) Sottolineo il genitivo sassone associato alla parola "ultra's". Probabilmente un errore del sito da cui ho tratto il testo, ma se così non fosse, sarebbe l'ennesimo segno di genialità del nostro buon Gigi. Resta il fatto che questa frase è forse uno dei passaggi meno felici, in quanto rimanda alle violenze ultras degli ultimi mesi. E non possiamo che pensare al nostro campione, inseguito da folle urlanti e armate, con soli ago e filo per difendersi. Anzi, dimenticavo.
C'è sempre The Almighty Borsa Magica!
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3 commenti:
Immaginare un calciatore di serie A intento a cucirsi da solo lo stemma dello scudetto sulla maglia è bellissimo...
In questo momento mi sto immaginando Materazzi che sferruzza preparando un maglione per la figlia, che bello! Solo GG poteva farci vivere questo momento!
Doppio ghgh!
sono commosso...
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